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Costruire un business immobiliare all’estero da zero: la storia di Michele Trioni e come funziona un investimento a Malta

Quando Michele Trioni è arrivato non aveva alcuna esperienza nell'immobiliare e non conosceva il paese. Oggi guida Mediterranean Group: ecco la sua storia, e cosa verificare prima di scegliere un investimento immobiliare a Malta.

di Annarita Cacciamani

«Paese in Europa con la miglior tassazione». È stata questa, racconta Michele Trioni, la ricerca fatta su Google nel 2010. La risposta fu, appunto, Malta. Una scelta quasi casuale, almeno all’inizio, che lo portò a fare una prima ricerca sul Paese, prendere contatti e partire per vedere direttamente che cosa offrisse quell’isola che allora, secondo il suo racconto, era molto meno conosciuta di oggi. Ed è riuscito a creare un business immobiliare a Malta. Oggi è alla guida di Mediterranean Group.

Dall’Italia a un business immobiliare a Malta

Michele Trioni aveva 26 anni e nessuna esperienza professionale nel settore immobiliare. Eppure, proprio a Malta avrebbe trasformato quella che definisce una «passione nascosta» per le case in un business immobiliare. «Sedici anni di esperienza diretta qui sul territorio mi hanno permesso di sperimentare, conoscere, approfondire, creare relazioni, creare legami», spiega.

Oggi Mediterranean Group opera su tre fronti: turismo e alloggi, attraverso una piattaforma dedicata alla permanenza sull’isola; una rete di affiliazione con agenti immobiliari e professionisti, anche in Italia; e investimenti immobiliari a quote rivolti a investitori privati. La struttura del business immobiliare conta oggi 24 persone.

La crescita però non si è fermata solo al mercato dell’isola: il 26 giugno 2026 Mediterranean Group ha concluso un’acquisizione di partecipazione in AGL, società immobiliare italiana che dichiara quasi 140 uffici operativi. Secondo la comunicazione dell’azienda, l’operazione punta a integrare le due reti e ad aumentare la diffusione della conoscenza del mercato maltese in Italia.

Photo: Mediterranean Group

Investimento immobiliare a Malta: perché attira gli italiani

La fiscalità è stata il punto di partenza per Michele, ma non è l’unico elemento che spiega l’interesse degli investitori verso Malta. Le persone fisiche pagano un’imposta progressiva fino al 35%, mentre le società maltesi versano un’aliquota ordinaria del 35% sugli utili, che per i soci esteri può però scendere a circa il 5% grazie a un meccanismo di rimborso previsto dal sistema fiscale maltese. Per un investitore italiano, la convenienza effettiva dipende comunque dalla propria residenza fiscale e dalla natura dell’investimento.

C’è poi la dinamica del mercato immobiliare. L’ultimo Residential Property Price Index disponibile dell’Ufficio nazionale di statistica maltese, relativo al primo trimestre 2026, segnala una crescita annua dei prezzi residenziali del 6,7%; per gli appartamenti l’incremento è stato del 6,9%.

Un altro elemento è il turismo, soprattutto quando l’immobile viene pensato per l’affitto breve. Nel 2025 Malta ha registrato 4.022.310 turisti, il 12,9% in più rispetto al 2024, con 25,4 milioni di pernottamenti e una spesa turistica complessiva di circa 3,9 miliardi di euro.

Il modello di business immobiliare a Malta raccontato da Trioni si innesta su una semplice domanda: come entrare nel mercato immobiliare maltese senza acquistare individualmente un intero immobile?

Come funziona un investimento a quote: Casaverde A27

L’operazione immobiliare Casaverde A27 aiuta a capire come viene costruita un’operazione a quote. Nel caso illustrato da Michele, l’investimento complessivo ammonta a 600 mila euro ed è suddiviso in 24 quote da 25 mila euro. L’operazione riguarda un immobile di circa 200 metri quadrati, destinato alla realizzazione di due attici bilocali da mettere sul mercato degli affitti turistici. Il meccanismo parte dall’acquisizione dell’unità immobiliare e dalla predisposizione di un business plan che comprende acquisto, lavori, arredi e preparazione dell’immobile alla gestione. Il costo complessivo viene quindi suddiviso in quote di partecipazione.

La caratteristica che Mediterranean Group considera distintiva rispetto al crowdfunding è l’assenza di un veicolo societario intermedio. Malta dispone di un quadro specifico per i servizi di crowdfunding, disciplinato anche dal regolamento UE 2020/1503 e dalle regole della Malta Financial Services Authority (MFSA). Questo non significa però che un’operazione immobiliare a quote rientri automaticamente in quel regime: la qualificazione giuridica dipende dalla struttura concreta dell’operazione e dai servizi effettivamente prestati.

Ogni investitore viene indicato nell’atto di acquisto come proprietario della relativa quota dell’immobile. È questo il punto che il potenziale investitore deve comprendere meglio. Una quota di partecipazione diretta all’immobile non equivale a una partecipazione in una società che possiede l’immobile. Cambiano la natura giuridica dell’investimento, i diritti del partecipante, le responsabilità e le modalità di gestione.

Gestione dell’immobile e uscita dall’investimento

Nel modello descritto, chi acquista una quota da 25 mila euro risulta proprietario del corrispondente 1/24 dell’immobile. La gestione, tuttavia, non rimarrebbe affidata alle decisioni individuali di ogni comproprietario: contestualmente all’acquisto viene prevista una delega a Mediterranean Group per la gestione dell’operazione e per la successiva vendita. La durata indicata nell’esempio è di cinque anni. Durante questo periodo l’immobile dovrebbe generare reddito attraverso gli affitti turistici. Secondo il modello descritto, l’investitore riceverebbe mensilmente la propria quota degli incassi generati dall’immobile e potrebbe consultare una piattaforma di monitoraggio e scaricare i relativi report.

Il rendimento, spiega Trioni, non è costante lungo i cinque anni. I primi due servono a far conoscere l’immobile sulle piattaforme di affitto breve e a costruirne la reputazione online; dal terzo anno il rendimento si assesta intorno al 7%, per poi crescere ulteriormente nei due anni successivi. Su questa base, Mediterranean Group indica un rendimento medio complessivo nella fascia 7-7,5% annuo sull’intero periodo.

business immobiliare malta

Photo: Bent Van Aeken / Unsplash

Lo stesso vale per l’uscita. Mediterranean Group indica una rivendita dopo cinque anni per 750 mila euro. Si tratta di una proiezione dell’operazione, non di un valore di mercato già acquisito.

La differenza tra i 600 mila euro dell’investimento iniziale e i 750 mila euro ipotizzati per la vendita rappresenta quindi un incremento di valore stimato, al quale andrebbero aggiunti, nel calcolo complessivo, i flussi generati dall’affitto e sottratti tutti i costi e gli eventuali oneri applicabili.

Prima di firmare, diventano perciò essenziali il contratto di partecipazione, l’atto notarile, la delega, le condizioni di gestione, i costi e le modalità di uscita. La procedura comprende anche una due diligence sull’investitore. Trioni spiega che vengono richiesti documenti necessari per il fascicolo destinato al notaio e per gli adempimenti antiriciclaggio. Il quadro maltese prevede inoltre obblighi di verifica dell’identità e della provenienza dei fondi, nell’ambito delle procedure antiriciclaggio.

Rischi, garanzie e reputazione: cosa verificare prima di un investimento immobiliare a Malta

Sorge spontanea la domanda: «Come si fa a fidarsi di un operatore che lavora a migliaia di chilometri di distanza?». Michele Trioni richiama la presenza online dell’azienda, la propria visibilità personale e la possibilità per l’investitore di andare fisicamente a Malta e conoscere struttura e persone. Ma emerge anche una distinzione più importante: «La reputazione si può comprare, il track record no».

Anche un operatore conosciuto deve essere valutato attraverso documenti, operazioni concluse, soggetti professionali coinvolti e condizioni contrattuali. Per chi valuta un investimento immobiliare, la checklist dovrebbe quindi partire da alcune domande concrete.

  • Che cosa sto acquistando? Una quota reale dell’immobile o una partecipazione in una società? Quali diritti mi attribuisce?
  • Chi controlla l’immobile? Chi gestisce l’immobile, chi incassa i canoni e chi può decidere la vendita?
  • Che cosa succede se non si vende? E se l’investitore vuole uscire prima dei cinque anni? Il contratto deve stabilire con chiarezza le procedure e i relativi costi.
  • Quali rendimenti sono storici e quali stimati? Una proiezione sul valore futuro dell’immobile non è una garanzia di risultato.
  • Chi verifica l’operazione? Notaio, consulenti, professionisti locali e, quando pertinente, autorità di vigilanza e registri pubblici devono essere elementi della due diligence, non semplici riferimenti formali.

La lezione di Michele Trioni: conoscere prima di investire

La storia di Michele non offre una formula da replicare. Offre piuttosto un caso concreto: un italiano che, partendo senza esperienza immobiliare, ha costruito in sedici anni una struttura imprenditoriale su un mercato estero e oggi cerca di collegare quel mercato con investitori e professionisti italiani.

Prima di investire all’estero bisogna capire il Paese, la struttura dell’operazione e il soggetto con cui si entra in rapporto. Fiscalità, andamento dei prezzi e domanda turistica servono a leggere il mercato. Ma, una volta individuato un investimento, diventano decisivi la natura giuridica della quota, il contenuto dell’atto notarile, le deleghe, i costi, le modalità di gestione e le condizioni di uscita. E, soprattutto, reputazione e track record non sono sinonimi.

La reputazione, in questo senso, è quella percepita online: si costruisce con la comunicazione, la visibilità, le recensioni, ed è per questo che può essere confezionata a tavolino. Il track record sono invece i numeri e i risultati concreti delle operazioni passate, più difficili da falsificare. C’è però un terzo elemento, che non coincide né con l’uno né con l’altro: la fiducia che nasce dal comportamento dell’operatore nel tempo, da come comunica con l’investitore, da cosa condivide e cosa tace quando un’operazione non va come previsto. È qui che la trasparenza dell’operatore verso l’investitore fa davvero la differenza.

 

Per approfondire il percorso di Michele Trioni, dalle prime ricerche su Google alla costruzione di Mediterranean Group, il racconto completo è nella video-intervista.

Photo Cover: Michele Trioni

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